Se il 2024 verrà ricordato come l’anno della pioggia e della fatica fatta nei filari con gli occhiali appannati e il cappello gocciolante, e gli anni precedenti come quelli della grande arsura, il 2025 ha riportato il nostro territorio verso una parola che in viticoltura non è mai scontata: equilibrio.
In vigna nulla è facile, ma la stagione 2025 è stata capace di ristabilire proporzioni e ritmi, restituendo alla vite un ciclo più armonico e ai viticoltori la possibilità di lavorare in sintonia con l’ambiente.
D’altronde l’equilibrio in natura non coincide con l’assenza di contrasti, ma nasce dall’incontro e dalla compensazione tra forze opposte: pioggia e sole, caldo e frescura, energia vegetativa e pause rigeneranti. È in questa continua ricerca di armonia che la vite trova le condizioni per esprimersi pienamente, trasformando ogni stagione in un dialogo vivo tra clima, suolo, tempo e uomini.
Inverno e primavera: i custodi dell’equilibrio vegeto-produttivo
L’inverno 2025 si è fatto sentire come non accadeva da tempo: tra la caduta delle foglie e il germogliamento si sono registrati circa 50 giorni con temperature sotto lo zero. Un freddo vero, capace di rallentare i ritmi della vite e restituire al ciclo vegetativo una pausa profonda.
Le precipitazioni annue si sono attestate tra 600 e 700 mm. Valori perfettamente nella media per il territorio, ma che rappresentano circa la metà delle eccezionali precipitazioni dell’anno precedente. Il 2024 ha infatti avuto il merito di aver ricostituito le riserve idriche dei suoli, messi a dura prova dalle campagne estremamente asciutte del 2021, 2022 e 2023.
Un “tesoretto” invisibile d’acqua che ha sostenuto la vite durante tutta la stagione, soprattutto nei vigneti di alta collina e nelle esposizioni più soleggiate.
Terminata la fioritura infatti le temperature hanno iniziato a crescere con decisione. Già dalla tarda primavera il termometro ha superato stabilmente i 30 °C e, grazie alla combinazione dei terreni ancora umidi per le piogge primaverili e alle riserve idriche, ha favorito uno sviluppo vegetativo regolare, accelerando le fasi fenologiche.
Spesso dimentichiamo infatti che la qualità del vino nasce già in vigneto: non è il risultato di interventi correttivi, ma la conseguenza di un equilibrio vegeto-produttivo costruito e custodito durante tutta la stagione dai viticoltori.


Invaiatura precoce e un’estate decisiva
L’invaiatura, avvenuta tra il 15 e il 22 luglio, è stata tra le più precoci degli ultimi anni, con dinamiche che richiamano la campagna 2017, mentre agosto ha rappresentato il cuore dell’annata. Un mese complesso: tra il 4 e il 20 del mese le temperature massime non sono mai scese sotto i 30 °C, con punte costanti intorno ai 35 °C.
È in questi giorni che si è costruita la maturazione delle uve e anche la strategia della nostra Cantina per monitorare al meglio l’inizio della vendemmia. Già a fine agosto infatti i grappoli mostravano un grado di maturazione avanzato, segno evidente di una stagione rapida, ma comunque armonica.
La vendemmia è così iniziata a metà agosto per alcune varietà precoci, mentre per le varietà tardive, Barbera compresa, la raccolta è partita nei primi giorni di settembre.
Tra l’ultima settimana di agosto e le prime settimane di settembre alcune perturbazioni hanno interessato il territorio del Monferrato. La gestione oculata dei vigneti ha salvaguardato l’integrità e la sanità dei grappoli. La defogliazione operata solo nella parte meno esposta al sole ha permesso una corretta circolazione dell’aria senza esporre troppo il grappolo al sole cocente dei mesi estivi.
Ancora una volta è stata determinante l’esperienza dei viticoltori e degli enologi della Cantina: la selezione accurata in vigneto e la scrupolosa cernita delle uve hanno permesso di portare in cantina uve sane, evitando ripercussioni sulla qualità finale della vinificazione.La vendemmia rappresenta infatti il momento più delicato e simbolico di questa ricerca dell’equilibrio: non è soltanto raccolta, ma scelte consapevoli. In pochi giorni si decide il destino di un’annata, ed è proprio in questa sintonia tra natura ed esperienza che si costruisce la qualità dei nostri vini.


Il risultato della vendemmia 2025
I vini rossi si presentano con un’intensità cromatica importante e profumi fedeli alle caratteristiche varietali. La persistenza gustativa è notevole, sostenuta da una struttura equilibrata e da una bevibilità che invita al sorso successivo.
I vini bianchi, in continuità con le ultime annate, esprimono profumi nitidi e ben definiti, accompagnati da una sapidità equilibrata che ne esalta freschezza e piacevolezza.
Dopo stagioni segnate da estremi climatici e sfide impegnative, il 2025 restituisce l’immagine di un territorio che sa ritrovare misura e armonia.
Un equilibrio costruito dalla natura, custodito dall’esperienza dei viticoltori e restituito nei vini come espressione autentica della nostra identità. Un equilibrio che nasce dal dialogo continuo tra natura e lavoro umano, tra tradizione e conoscenza tecnica, tra memoria agricola e cambiamenti climatici. Un equilibrio che puoi ritrovare oggi in ogni sorso dei nostri vini.

