Vigne Vecchie


“Quante vigne i nostri antenati hanno strappato ai boschi scegliendo i bricchi ed i pendii più esposti affinché i grappoli che davano buon vino maturassero perfettamente? A quest’opera colossale contribuirono migliaia di braccia, zappe, “zapponi”, vanghe, in annate senza cronache scritte, quando contadini attivissimi, frenetici, capaci dei miracoli creati dalla necessità, sradicarono alberi enormi, impiantando barbere capaci di resistere alla siccità delle sabbie conchigliose e degli irti pendii e di produrre uve insuperabili.”

Franco Laiolo

Il progetto ‘Vigne Vecchie’ prende forma nella seconda metà degli anni ’80, stimolato dalla volontà di salvaguardare i vigneti storici.

Consapevole che la loro esistenza è messa a repentaglio dai nuovi e più produttivi impianti, la Cantina vara un programma che punta sulla qualità, capace di compensare l’esiguità delle uve prodotte. Ispirato da Giuliano Noè, uno dei padri nobili della Barbera, nasce il progetto ‘Vigne Vecchie’, una Barbera d’Asti frutto della selezione di uve raccolte in vigneti con oltre 50 anni di vita

Si individuano i vigneti più vocati, nella cui gestione l’azienda affianca il viticoltore, fino al momento della vendemmia, effettuata in maniera tradizionale, con cassette traforate che preservano l’integrità dell’acino. Le uve vengono scaricate manualmente, cassetta dopo cassetta, in una linea dedicata. La successiva macerazione sulle bucce per diversi giorni permette il rilascio graduale del colore e dei profumi tipici di un grande vino. L’affinamento in barrique, sotto costante controllo enologico, completa il processo di maturazione. 

Il risultato è una Barbera di alto profilo, profonda, dai profumi complessi. Di un rosso rubino intenso che lascia trasparire i profumi di frutta matura, il Vigne Vecchie rivela in bocca tutto il suo nerbo, ben legato ai frutti e alle morbide speziature. Una Barbera d’Asti complessa e persistente, capace di invecchiare a lungo, come solo un grande vino sa fare.

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