Barbera Superiore I Tre Vescovi

Storia, identità e carattere di una Barbera Superiore: i Tre Vescovi

Nel vino, come nel territorio da cui nasce, i nomi non sono mai casuali e questa Barbera Superiore porta con sé una storia che parte da lontano e affonda le radici proprio qui, tra le colline del Monferrato.

La nascita di una Barbera Superiore

I Tre Vescovi nasce da una scelta: dare forma a una Barbera Superiore capace di rappresentare il lato più strutturato e profondo di questo vitigno, una Barbera Superiore che mantenga l’identità varietale, ma che sappia esprimere anche complessità e capacità evolutiva, una Barbera Superiore che racconti la storia della nostra Cantina

Tutto parte dal vigneto. Le uve provengono, dopo diradamento e accurata selezione, da vigneti di oltre 30 anni dove sono raccolte manualmente al mattino per essere consegnate alla Cantina nel pomeriggio in modo tale da mantenere i grappoli nelle condizioni ottimali per l’avvio del processo di vinificazione. 

Dopo la diraspa-pigiatura delle uve, il mosto viene trasferito negli appositi vinificatori a temperatura controllata. La fermentazione alcolica con macerazione dura 7/8 giorni alla temperatura costante di circa 24 °C per poter estrarre al meglio i profumi del vitigno e durante la macerazione vengono periodicamente effettuati rimontaggi automatici per estrarre le sostanze polifenoliche presenti all’interno della buccia. 

Al termine della fermentazione alcolica viene immediatamente avviata quella malolattica all’interno di vasche inox a temperatura di 18 °C, al termine della quale il vino viene posto in affinamento in botti di rovere francese da 75 hl dove riposa per circa 12 mesi. 

Dopo aver riposato un mese in acciaio inox, il vino passa finalmente in bottiglia dove viene affinato per ulteriori 6 mesi prima della commercializzazione.

Perché “I Tre Vescovi”?

Il nome “I Tre Vescovi” è legato a un punto preciso del nostro Monferrato, il bricco dei Tre Vescovi per l’appunto, località dove si incontrano i confini delle Diocesi di Asti, Acqui Terme e Alessandria. È qui che un tempo i rispettivi Vescovi si trovavano per discutere degli affari dei loro possedimenti e dei relativi confini in uno storico clima di rivalità. 

Un incrocio di giurisdizioni, di storie, di influenze diverse che convivevano nello stesso spazio. Un punto di contatto sì, ma soprattutto un luogo di difficile gestione nel quale, tradizione vuole, che i tre vescovi preferissero discutere davanti ad una buona Barbera, da sempre famosa per le sue doti conciliatorie. 

Ancor oggi su questo bricco è presente una pietra con le incisioni su tre lati delle iniziali dei comuni confinanti, per poter conferire in terra neutra. 

È da questa immagine che nasce il nome del vino: tre identità che si incontrano, si sfiorano, si influenzano. Un’idea che, in fondo, non è così distante da ciò che accade in vigna, dove suolo, clima e lavoro dell’uomo si incontrano per trovare una sintesi.

A rendere ancora più concreto questo legame con il territorio abbiamo realizzato lungo il percorso dei “Nidi” anche una scultura dedicata ai Tre Vescovi. Non solo un elemento simbolico, ma un segno tangibile, un punto di riferimento fisico che racconta questa storia a chi attraversa le colline per leggere il paesaggio anche attraverso il vino.

I Tre Vescovi Barbera Superiore: la sintesi di un vino identitario

Nel calice, “I Tre Vescovi” si presenta con un colore intenso, profondo. Al naso emergono profumi netti, in cui la componente fruttata tipica della Barbera si intreccia con note più evolute, dando vita a un profilo complesso ma sempre leggibile, piacevole, armonico.

Un vino Barbera in cui si rileva uno straordinario equilibrio tra frutto, acidità e struttura e che si lascia volentieri scoprire per modernità e versatilità. 

“I Tre Vescovi” non è solo una delle etichette della cantina. È un vino che rappresenta il nostro approccio al vino.

Dentro questo progetto c’è l’idea di valorizzare il vitigno senza snaturarlo, di lavorare sul dettaglio senza perdere il legame con il territorio, di costruire qualità senza cercare scorciatoie.

È stato infatti uno dei primi progetti che ha concretamente coniugato i valori del “terroir” e il sapere dei vignaioli con l’obiettivo, pienamente raggiunto visti i risultati, di produrre un vino di alta qualità, di facile e buona beva e al contempo di prezzo sostenibile.

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