Freisa vino

Freisa: il vino che anticipa la primavera

Il profumo di un bottiglia di freisa appena stappata è forse uno dei più riconoscibili. Delicato ma nitido, luminoso e brioso: per noi, è questo il profumo che anticipa la primavera, ancora prima che lo faccia il calendario. 

La Freisa, rigorosamente declinata al femminile (come la Barbera), risveglia una memoria antica che vede questo grande vino come il protagonista indiscusso delle tavole nobili dell’Ottocento torinese e che oggi sta riacquistando il posto che si merita tra i grandi vini del Piemonte.

D’altronde, nel vino, come nella natura, l’olfatto è il primo senso a mettersi in ascolto. Prima ancora del gusto e superando a volte anche la predominanza della vista: è il profumo a costruire la meraviglia dell’attesa.

Il vino di Torino, ieri e oggi

Si parla del vitigno freisa già nel tardo medioevo con l’uva freseaurm, ma è nell’Ottocento che la freisa si pone tra i vini più diffusi e apprezzati di Torino. Presente nelle osterie e nella vita quotidiana, così come nei banchetti nobili: espressione di quel “saper fare vino” autenticamente piemontese e strettamente legato al territorio.

D’altronde oggi sono proprio gli studi sul DNA delle varietà che ci dicono che il vitigno freisa è un parente stretto e “un po’ rustico” del Nebbiolo

Con il tempo la sua diffusione si è ridotta, in favore di vini più strutturati e da mode enologiche diverse. Oggi, tuttavia, la crescente attenzione verso vitigni identitari e vini dalla forte riconoscibilità territoriale sta favorendo una riscoperta della Freisa, restituendole il ruolo che storicamente le appartiene. Come sostiene anche Gambero Rosso in una recente pubblicazione “la Freisa sta vivendo una seconda giovinezza”. 

La sua leggerezza espressiva e la sua finezza aromatica incontrano infatti una sensibilità contemporanea che privilegia l’equilibrio, la bevibilità e l’autenticità. È la riscoperta di un patrimonio vitivinicolo che parla al presente senza rinnegare la propria storia.

Un vitigno vigoroso da guidare con equilibrio

Dal punto di vista agronomico, il vitigno si distingue per una notevole vigoria vegetativa. Questa caratteristica lo rende generoso e adattabile, ma richiede una gestione attenta per mantenere il giusto equilibrio tra sviluppo della pianta e qualità del frutto.

Il controllo della vigoria, la gestione della chioma e il contenimento della produzione sono elementi fondamentali per garantire una maturazione armonica. 

La comparsa delle note floreali più fini è infatti strettamente legata all’equilibrio del ciclo vegetativo. Escursioni termiche favorevoli, maturazione regolare delle uve e un’attenta vinificazione permettono di preservare gli aromi primari, mantenendo intatta la loro fragranza.

Nelle nostre Fresie la fermentazione alcolica con macerazione dura circa 5 giorni a una temperatura costante di circa 24°C per poter estrarre al meglio i profumi derivati dal vitigno. Al termine viene immediatamente avviata la fermentazione malolattica all’interno di vasche inox a temperatura di 18°C. Dopo i necessari travasi richiesti per ottenere il giusto illimpidimento, il vino viene tenuto a riposo in vasche di acciaio per circa 5 mesi a temperatura di circa 10°C e successivamente viene fatto riposare altri 3 mesi in bottiglia.

La Freisa nel bicchiere: quel fiore che si ritrova nella memoria olfattiva

Prima del gusto, prima della struttura, prima ancora della valutazione tecnica, è il profumo a guidare l’esperienza di questa degustazione

La Freisa si distingue per un profumo riconoscibile anche da chi non ha particolare esperienza tecnica di degustazione. È un profumo che in qualche modo appartiene alla memoria, prima ancora che al linguaggio.

Il parallelismo è immediato: il nome “freisa” deriva dal dialetto piemontese “fragola” proprio per il suo colore e per la complessa aromaticità fruttata, ma non serve particolare esperienza tecnica di degustazione per notare l’intenso profumo floreale di viola mammola fine e arioso, mai invadente, capace di evocare eleganza e leggerezza. 

Il vino, di colore rosso rubino netto, al palato rivela buona acidità ed una importante carica di tannini, possedendo al contempo un livello insolitamente elevato di elementi antiossidanti. Al palato rivela buona acidità ed una importante carica di tannini, possedendo al contempo un livello insolitamente elevato di elementi antiossidanti.

Abbinamenti vino Freisa e cibo

Da sempre spingiamo i nostri affezionati clienti a lasciarsi andare agli abbinamenti più insoliti (le sorprese alle volte sanno essere ancora più felici), ma se vuoi andare su abbinamenti classici allora consigliamo: salumi e formaggi, carni bianche, ma anche polente e patate.

PS: e se Ligabue cantava “lambrusco e pop corn” siamo abbastanza sicuri che apprezzerebbe anche freisa e aperitivo per freschezza e immediatezza di beva… provare per credere!

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