Il Nizza DOCG nasce dalla Barbera, ma non tutte le Barbera possono chiamarsi Nizza. Perché? La risposta più semplice sarebbe dire che Il Nizza DOCG nasce in un territorio preciso, ma sarebbe anche riduttivo.
Perché il Nizza DOCG è il risultato di un percorso con cui un territorio ha scelto di riconoscersi nel proprio vitigno simbolo e di portarlo a esprimere, in bottiglia, un’identità ancora più precisa.
E forse è proprio questo il modo migliore per capire il Nizza: sull’etichetta non si trova il nome del vitigno, ma è il nome del suo territorio d’origine a diventare protagonista. Infatti, l’area per la produzione di questo vino, designata dai viticoltori stessi in occasione della stesura del Disciplinare, ha peculiarità pedoclimatiche uniche. Il suolo (con la sua geologia e microrganismi), la meteorologia locale (clima e sbalzii termici) e la topografia (altitudini e pendenze) modellano il comportamento biologico della vite. Su questo quadro naturale si innesta il fattore umano, ovvero il bagaglio di tradizioni, scelte viticole e sensibilità agronomiche tramandate dai viticoltori nei secoli.
E’ quello che si definisce “terroir”: la profonda interazione tra terra, clima e cultura. Il terroir influenza in modo così forte le uve che lo stesso vitigno non darà mai gli stessi risultati in un’altra parte del mondo.
Che cos’è il Nizza DOCG?
Per capire davvero il Nizza, può essere utile partire proprio dalla Barbera d’Asti DOCG che ha una zona di produzione molto più ampia, distribuita tra le province di Asti e Alessandria, e il cui disciplinare consente una presenza di Barbera dal 90 al 100%, con la possibilità di utilizzare fino al 10% di altri vitigni a bacca nera non aromatici idonei alla coltivazione in Piemonte.
Il Nizza è una Denominazione di Origine Controllata e Garantita riservata a vini rossi prodotti nei 18 comuni collinari attorno a Nizza Monferrato, in provincia di Asti. Si tratta dell’area considerata da sempre tra le più vocate alla coltivazione di uve Barbera, una sottozona di massima qualità in grado di esaltare le caratteristiche del vino.
Il Nizza DOCG è ottenuto da uve Barbera al 100% e anche l’affinamento minimo è più lungo: almeno 18 mesi, di cui almeno 6 in legno; mentre per il Nizza Riserva si arriva a 30 mesi, di cui almeno 12 in legno.
Si tratta di due interpretazioni diverse dello stesso vitigno: se la Barbera d’Asti può essere fresca, immediata e quotidiana, oppure più complessa nelle versioni Superiore e Riserva, il Nizza nasce invece con un progetto territoriale definito che, grazie anche al percorso di affinamento obbligatoriamente più lungo, ne determina un carattere unico.

La denominazione: il risultato di un percorso qualitativo
La storia recente del Nizza comincia nel 2000 quando viene riconosciuto come sottozona della Barbera d’Asti Superiore, dal 2008 entra nella DOCG Barbera d’Asti ed è solo con la vendemmia 2014 che diventa infine una denominazione autonoma. È per questo che la denominazione rappresenta il punto di arrivo di un percorso mirato a valorizzare l’assoluta eccellenza del territorio.
Per capire ancora meglio dove si colloca il Nizza, può essere utile guardare alla piramide qualitativa della Barbera, elaborata e perfezionata da Giuliano Noè, storico enologo di Vinchio Vaglio.
L’immagine è semplice: alla base, molto ampia, si trova il Piemonte DOC Barbera, che consente produzioni e rese più elevate. Salendo nella piramide, il perimetro si restringe progressivamente e le condizioni produttive diventano più selettive: troviamo nell’ordine la Barbera d’Asti DOCG, la Barbera d’Asti Superiore, il Nizza DOCG e, al vertice, il Nizza DOCG Riserva.
Non si tratta semplicemente di una graduatoria tra vini “più o meno buoni”: la piramide rappresenta soprattutto un progressivo restringimento delle aree, delle rese e dei requisiti produttivi, fino ad arrivare a vini pensati per esprimere maggiore concentrazione, struttura e capacità di evoluzione.

Il Nizza DOCG secondo Vinchio Vaglio: Laudana
In casa Vinchio Vaglio il Nizza ha un nome preciso: Laudana.Il nome deriva dal Bricco Laudana, uno dei crinali più belli di Vinchio con un’ottima esposizione a sud ovest situato proprio nel cuore dell’area del Nizza DOCG con terreni sabbiosi e una lieve presenza di argilla, a circa 250 metri di altitudine.
Questo bricco ha una vocazione con radici antiche visto che proprio il “Vigne Vecchie Bricco Laudana” fece registrare nel 1989 la più alta quotazione di tutti i tempi, all’Asta della Barbera d’Asti svoltasi al Castello di Costigliole d’Asti. Una clamorosa affermazione che stimolò tutti, vignaioli e tecnici della Cantina, ad una collaborazione sempre più stretta ed attiva orientata alla ricerca della qualità.
Oggi il Laudana nasce da uve provenienti da vigneti che possono avere anche più di 50 anni, raccolte manualmente e selezionate con cura.
Il vino affronta un lungo affinamento: una parte in barrique, una parte in grandi botti da 75 ettolitri. L’affinamento dura circa 18 mesi, seguito da un passaggio in cemento e da un ulteriore anno in bottiglia prima della commercializzazione.
Il Laudana Nizza Nizza DOCG è un vino dal colore rubino intenso, destinato a tendere al granato con l’invecchiamento, con profumi intensi, peculiari e leggermente speziati. Al palato è corposo, ma elegante, armonico e persistente, con tannini leggeri e dolci. Un vino nel quale l’acidità naturale della Barbera continua a dare slancio al sorso, anche quando il vino ha alle spalle anni di affinamento.


Il Nizza Riserva DOCG secondo Vinchio Vaglio: il Sei Vigne Insynthesis
E poi c’è il nostro Nizza Riserva: il Sei Vigne Insynthesis che nasce invece dall’unione di sei vigneti, selezionati di anno in anno, tra i migliori vigneti della cantina. Il nome Insynthesis richiama proprio questa idea di sintesi: sei vigneti, diverse espressioni della collina e un unico vino, nel quale le singole caratteristiche concorrono a costruire un’identità più ampia e complessa.
Il Nizza Riserva DOCG Sei Vigne Insynthesis è una Barbera intensa e strutturata, con una componente di frutta sciroppata e vaniglia accompagnata da tannini leggeri e dolci ben integrati. Dal colore rosso rubino carico con riflessi viola, ha un profumo complesso con lievi note tostate e frutta a bacca rossa, speziata.


Piatti da abbinare al Nizza DOCG
La struttura e la persistenza del Nizza lo rendono particolarmente adatto alla cucina piemontese e, in generale, ai piatti importanti. Perfetto in abbinamento con brasati e arrosti, formaggi stagionati, piatti a base di funghi, ma anche selvaggina e preparazioni saporite.
La sua buona acidità, tipica della Barbera, è infatti una preziosa alleata anche con piatti più ricchi e grassi, perché dona freschezza al sorso. E non è necessario guardare soltanto alla carne: anche primi piatti come la pasta fresca ripiena, il risotto ai funghi o le preparazioni con ragù, possono creare un abbinamento interessante facendo incontrare la componente sapida e strutturata del piatto con la freschezza del vino.
Ma se lo chiedi a noi, puoi davvero sbizzarrirti: l’importante è che si tratti di un piatto che abbia abbastanza carattere e struttura da stare al suo passo.



