“La memoria non è un archivio, ma una voce che continua a parlare” ed è per questo che ci sono luoghi che, anche quando li si lascia, continuano a seguirci. Per Davide Lajolo il Monferrato è stato sempre questo: non solo una terra d’origine, ma una presenza costante. Un paesaggio capace di entrare nelle parole, nella memoria e nel modo stesso di guardare il mondo.
Chi oggi attraversa le colline di Vinchio può ancora ritrovare molti dei luoghi che hanno accompagnato la sua vita e le sue opere. I sentieri tra le vigne, i boschi che interrompono il disegno dei filari, i casotti, i crinali da cui il paesaggio si apre lentamente, ma anche le querce storiche e, perché no… le masche.
“Veder l’erba dalla parte delle radici”

Davide Lajolo, giornalista, politico e scrittore
Nato a Vinchio nel 1912, “nella stagione del grano biondo“, Davide Lajolo attraversò alcuni dei momenti più complessi del Novecento italiano. Giornalista, scrittore, intellettuale e uomo profondamente coinvolto nella vita politica e culturale del Paese, Lajolo visse esperienze che segnarono profondamente il suo percorso umano: dalla Guerra alla Resistenza, fino all’impegno civile e culturale degli anni successivi.
“Abbiamo fatto la Resistenza per far finire tutte le guerre”.
Figlio del paesaggio rurale del Monferrato fatto di vigne, boschi e cascine, crebbe in un mondo contadino che sarebbe poi diventato una presenza costante nelle sue opere e nel suo modo di guardare la realtà, anche quando gli impegni lo portarono lontano dalla sua casa.
“La mia gente mi sta dentro come le piante, l’erba verde, le colline, il sole rosso al tramonto”.


Quel legame indissolubile con Vinchio e il Monferrato
Anche quando è stato lontano dal suo paese, il legame con queste colline non si è mai interrotto. Nei suoi libri il ritorno alla terra d’origine è continuo, quasi necessario.
Opere come I mé o Veder l’erba dalla parte delle radici raccontano un mondo fatto di vigne, stagioni e relazioni umane profonde. Un mondo contadino mai idealizzato, ma osservato con uno sguardo lucido e insieme profondamente affettivo. Ed è forse proprio questo che rende ancora così attuale la sua voce: la capacità di parlare del territorio non come cartolina, ma come luogo fatto di lavoro, memoria e identità.
“Vinchio è il mio nido.”
L’importante lavoro dell’Associazione Davide Lajolo odv è un tassello fondamentale per la diffusione e la tutela del patrimonio storico culturale realizzato da Lajolo. Consigliamo di visitare il sito per partecipare alle tante attività che vengono proposte durante l’anno.
Siamo onorati che l’Associazione abbia premiato il nostro presidente Lorenzo Giordano, con il Premio Davide Lajolo – Il ramarro, che identifica personalità, che si siano distinte nel mondo della cultura, del giornalismo, dell’arte, della scienza, della tutela e valorizzazione del paesaggio e dell’ambiente, con profondo senso civile.
“La mia terra non è un paesaggio, è una parte di me.”




Visitare i luoghi di Davide Lajolo
Uno degli aspetti più affascinanti dell’opera di Lajolo è che il Monferrato non appare mai come semplice sfondo. Le colline diventano memoria, il paesaggio si intreccia alle persone, la ruralità assume un valore umano prima ancora che geografico.
Camminare tra queste colline significa ritrovare scorci che sembrano usciti dalle sue pagine. Dai percorsi panoramici attorno a Vinchio fino ai sentieri immersi nella natura della Val Sarmassa, molti luoghi conservano ancora quell’atmosfera sospesa tra racconto e quotidianità che attraversa la sua scrittura.
Sulle orme dei percorsi collinari che lo stesso Lajolo era solito frequentare, sono stati individuati tre itinerari letterari ad anello, che partono dalla Cantina Vinchio Vaglio, e danno modo di ripercorrere i grandi temi del rapporto tra l’Autore ed il territorio:
- L’itinerario I bricchi del Barbera collega Vinchio alla frazione di Noche passando per il bricco di San Michele.
- L’itinerario I boschi dei Saraceni si sviluppa nella verde valle del Giardino scendendo sino al Tiglione per ritornare in paese, lungo la dorsale del bricco dei Saraceni.
- L’itinerario Il mare verde si sviluppa verso le Cascine in direzione di Cortiglione, per giungere ai boschi della VaI Sarmassa e comprende l’area attrezzata, carica di memorie, poesie e suggestioni del “Bosco incantato”.
Nella piazza centrale di Vinchio, un grande pannello presenta la vita e l’opera di Davide Lajolo ed illustra la mappa dettagliata degli itinerari, ripresa nei singoli cartelloni con le necessarie indicazioni per proseguire il percorso. Qui puoi scaricare la brochure dedicata con tutti gli itinerari
Accanto a questo patrimonio paesaggistico e culturale, la Mostra “Armonia e forme” di Sergio Unia è un progetto che continua a mantenere vivo il dialogo culturale attorno a queste colline e alla loro identità. Nella barricaia della nostra cantina è visitabile una mostra permanente nella quale i volti dei personaggi di Vinchio si incontrano con le opere di Lajolo in un turbinio di vitalità, armonia e sensibilità.
La mostra è visitabile su prenotazione all’interno del percorso di visita guidata della cantina con degustazione.
Altri luoghi da visitare:
- Il busto di Davide Lajolo “Ulisse” di Floriano Bodini collocato sulla Scalinata Davide Lajolo, nel centro di Vinchio;
- Il museo “Vinchio è il mio nido” all’interno del Centro culturale dell’associazione Davide Lajolo;
- Il Museo contadino all’aperto “Vinchio e le colline della Barbera” lungo l’itinerario “I bricchi del Barbera”;
- Art ‘900, la collezione di opere d’arte di Davide Lajolo (100 opere tra dipinti e sculture) esposta a Nizza Monferrato, a Palazzo Crova.





